Stilista di Moda: Concorso

 

GIOVANI STILISTI 2008

Napoli Cultural Classic

 

Per l'Istituto Modartech possono partecipare gli studenti del 1° e 2° anno del corso 

Stilista Designer di Moda


L’Associazione Napoli Cultural Classic si propone di aiutare artisti e studiosi (affermati e non) a realizzare se stessi fornendo un'occasione, per potersi inserire e/o avviarsi nel settore da loro prefisso.


La Sezione Moda dell’Associazione si propone di far conoscere giovani e promettenti stilisti anche senza specifica formazione o esperienza lavorativa; il concorso è rivolto altresì a coloro che hanno maturato significativa esperienza formativa e/o lavorativa.


I lavori dei partecipanti saranno esaminati da una commissione che valuterà l’operato dei concorrenti e dichiarerà il vincitore del PREMIO MODA ANNO 2008


REQUISITI DI AMMISSIONE

1. La partecipazione al concorso è gratuita ed aperta a tutti i giovani diplomati, presso Scuole o Accademie di Moda, di età non inferiore al ventesimo anno, o già in possesso di una Laurea, Diploma o Attestato rilasciato dalle Scuole di Moda. Costituirà elemento di valutazione l'eventuale esperienza lavorativa o frequentazione di stage presso stilisti o aziende del settore.

2. Gli aspiranti stilisti dovranno far pervenire entro il 15 Aprile 2008:

● domanda dattiloscritta contenente le proprie generalità (nome cognome, luogo e data di nascita, residenza, domicilio, recapito telefonico ed eventuale indirizzo di posta elettronica, titolo di studio o attestato o referenze) con l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi della L. 675/96;
● curriculum vitae e professionale;
● una foto formato tessera;
● fotocopia del titolo di studio o attestato rilasciato dalla Scuola di Moda o referenza;
● da 3 a 5 figurini o fogli di lavoro in formato A4 con relativa breve descrizione dei lavori svolti (tema, eventuale ispirazione, descrizione e/o motivazione dell’ abito proposto);
● campioni di tessuto utilizzati o che si intende utilizzare per gli abiti presentati a concorso. Si precisa che i campioni inviati devono corrispondere esattamente, sia nella qualità che nel colore, a quelli poi utilizzati per la realizzazione degli abiti, pena l'esclusione dal concorso.

3. La documentazione, che rimarrà agli atti e in nessun caso restituita, dovrà essere inviata a mezzo raccomandata A/R al seguente indirizzo:

Associazione NapoliCulturalClassic
Sez. Moda - c/o Avv. Carmine ARDOLINO
Via II De Siervo, 3/a - 80035 Nola (NA)

4. I lavori saranno valutati da un’ apposita commissione nominata dal Consiglio Direttivo dell' Associazione NapoliCulturalClassic, in maniera insindacabile, sulla base della capacità, fantasia e creatività dell’aspirante stilista; L' Associazione si riserva di utilizzare, qualora lo ritenesse opportuno, tutti i lavori pervenuti, per mostre interne all’associazione stessa senza l’obbligo di comunicazione agli autori, ma impegnandosi a citarli comunque.

5. Tra i partecipanti saranno scelti 3(tre) candidati che parteciperanno alla manifestazione del Premio Napoli Cultural Classic 2008 facendo sfilare gli abiti presentati a concorso. Durante la serata, che si svolgerà sabato 31 Maggio 2008 alla presenza di pubblico, operatori della stampa e televisione, sarà dichiarato il vincitore del premio NCC 2008 per la Sezione Moda. I lavori ed i nominativi dei primi 3 selezionati saranno, inoltre, inseriti gratuitamente nel Sito Web dell’ Associazione Napoli Cultural Classic (www.culturalclassic.it) e potranno partecipare a sfilate o mostre organizzate con lo scopo di promuoverne la conoscenza.

6. I concorrenti saranno contattati dal Consigliere del Settore Moda entro il 20 Aprile 2008 e in tale occasione sarà comunicata la data per la presentazione alla Commissione degli abiti realizzati. Si ribadisce che i capi proposti dovranno rispettare fedelmente i disegni ed i tessuti, pena l’esclusione dalla partecipazione alla serata finale.

7. Successivamente, la Commissione giudicatrice sceglierà, con insindacabile giudizio, i tre finalisti che saranno ammessi alla manifestazione finale.

8. I Finalisti, dovranno inoltre presentare le loro creazioni nel corso di una sfilata preliminare in data e location da comunicare, nel corso della quale verranno effettuate riprese video fotografiche che accompagneranno la sfilata finale.

L’ASSOCIAZIONE E' SENZA SCOPO DI LUCRO, PERTANTO, NON SONO PREVISTE RICOMPENSE, PREMI IN DENARO, CONTRIBUTO ALLE SPESE.
LA NOSTRA FINALITA' E’ ESCLUSIVAMENTE DI TIPO CULTURALE E DI PROMOZIONE ATTRAVERSO I CANALI ASSOCIATIVI


Tutte le info e il Modulo di partecipazione »»

 
 
Graphic Design: Concorso Ideazione Logo

 

Concorso Ideazione Logo per il Palazzo Lomellini


Il Comune di Carmagnola, la Regione Piemonte, la Provincia di Torino e l'Associazione culturale hakassociati artecontemporanea bandiscono il concorso "Logo per Palazzo Lomellini" che prevede la creazione di un Logo per la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea della Città di Carmagnola (TO).

Il Logo diventerà il simbolo ufficiale di Palazzo Lomellini e sarà utilizzato per tutte le applicazioni previste.

Il concorso è aperto a tutti i cittadini europei, di età superiore a 14 anni, agli studenti delle scuole d'arte, disegno grafico, tecnologia della comunicazione, comunicazione visiva, design dei media e discipline analoghe, inoltre possono partecipare i grafici professionisti, artisti e tutti gli esperti delle suddette discipline.

Per l'Istituto Modartech possono partecipare gli studenti del corso Web Design & Animation e dei corsi previsti dal piano Digital Design, in particolare dei corsi Photoshop e Illustrator

La partecipazione può essere individuale o in gruppo. Il compenso economico per il vincitore è di Euro 10.000,00 (Diecimila/00).

Ogni proposta potrà pervenire presso l'Assessorato alla Cultura della Città di Carmagnola entro e non oltre le ore 12.00 di martedì 20 Maggio 2008.


Il regolamento del Bando è disponibile sul sito del Comune di Carmagnola »»»
 

 
Dr. Scholl: un concorso di Shoes Design

 

Dr. Scholl, il marchio del celebre zoccolo in legno festeggerà, l'anno prossimo, il cinquantenario del proprio modello di calzatura più famoso (lo zoccolo in legno Pescura) e in vista degli eventi collegati a ciò è stato lanciato un concorso di design per giovani designer e creativi mirato al restyling dell’immagine della storica calzatura “Pescura”

I vincitori potrebbero vedere diventare realtà il proprio modello di calzatura, oltre a poter vincere un computer portatile Apple MacBook Air o un iPod Touch Apple.

L'Istituto Modartech invita i propri studenti del corso per designer e modellisti di calzature, Shoe Project Manager, a partecipare con le proprie idee creative.


Per una panoramica sul concorso »» (.pdf)

Per scaricare il regolamento »» (.pdf)

Per l’iscrizione e scaricare il “Kit del progettista” per guidare i giovani creativi nelle loro proposte visita il sito ufficiale »»»



 

 
Vintage

 

Un interessante convegno al Salone Internazionale dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali di Ferrara, il 4 aprile 2008, per analizzare il fenomeno vintage e tutte le influenze che ha introdotto nel mondo della moda.

Il titolo del convegno: “La moda che vive due volte: il vintage. Come conservarlo?” vede tra i relatori anche alcuni docenti dell’Istituto Modartech.


Continua per una panoramica approfondita sui temi del convegno

La moda che vive due volte: il vintage. Come conservarlo?

Ferrara, Salone del Restauro
Venerdì 4 Aprile 2008
Sala Castello, atrio primo piano, ore 14.30


Creato dalla felice contaminazione di due vocaboli francesi, “l’age du vin” (vino d’annata) e “vendange” (vendemmia), il vintage è un fenomeno nuovo, entrato da poco nel sistema moda, che fa riferimento ad un modo di porsi critico e vagamente un po’ retrò nei confronti di un passato relativamente recente e delle sue icone più rappresentative di cui si vuole riappropriare.
Vintage non é dunque un oggetto semplicemente vecchio, casualmente ritrovato nel negozio di un rigattiere o nel solaio di casa, oppure ripescato su un panchetto di robivecchi nei mercatini dell’usato, ma rimanda piuttosto ad una ampia casistica di materiali prodotti un ventennio fa o anche prima, di confezione artigianale ma per lo più industriale, consacrati dalla storia per essere stati fin dal momento in cui sono nati prodotti speciali, il cui valore aggiunto, universalmente conferito loro dal mercato all’epoca, è rimasto inalterato nel tempo fino ad oggi trasformandoli in veri e propri oggetti cult.
Volendo azzardare un confronto calzante tra passato e presente, come l’opera d’arte antica è stata l’espressione di una cultura artigianale unica e irripetibile, così il prodotto vintage si fa interprete della parte migliore e più avanzata della cultura industriale, coniugando insieme valori di funzionalità e di estetica nuovi e propri dell’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. Recuperato a nuova vita, un prodotto vintage può essere indossato se si tratta di un abito o di un suo accessorio, oppure vissuto come componente dell’arredo (una lampada, un divano…), o usato mezzo di trasporto (un auto, una vespa…) e di comunicazione sociale (un juke-box, una radio, una chitarra), o quant’altro ancora.
Cercare dunque di comprendere questa nuova tendenza della moda contemporanea, prefigurandone gli sviluppi futuri e confrontandosi anche con la difficile problematica della conservazione dei suoi materiali, è il tema duplice di questo incontro di studio.
All’interno del variegato mondo di forme, colori e materiali della produzione vintage tout court, si è scelto di focalizzare l’analisi sulla sua espressione più consumistica ed effimera, ovvero quella rappresentata dall’abito e dal suo nutrito corredo di accessori. Sembra questo l’osservatorio critico privilegiato per la comprensione di un fenomeno non facile da decifrare perché entra in scena come espressione nostalgica e feticista di un passato non tanto antico, rivendicando una dignità storica in alternativa al prodotto fashion di tendenza di cui è l’antenato più prossimo. Sembra quasi che il vintage si ponga infatti come risposta culturale alternativa e controcorrente al consumismo esasperato e incontrollabile della moda.
Sul successo, non solo economico, di questa nuova tendenza della moda sono stati invitati a intervenire, oltre a studiosi dell’argomento, anche collezionisti del settore che ci motiveranno le loro scelte e ci informeranno sulle previsioni di mercato.
Per voce di una esperta, il mondo della moda contemporanea e della sua memoria, di cui il vintage è l’espressione attuale, ci sarà dispiegato nelle sue tappe fondamentali, a partire dai mutamenti radicali sperimentati dalle avanguardie artistiche dei primi del Novecento, fino all’avvento rivoluzionario del pronto moda,
il pret à portér, che ha immesso sul mercato capi alternativi prodotti in serie e di largo consumo circoscrivendo sempre di più il settore blindato ed esclusivo dell’Alta Moda.
Mondo quest’ultimo che affonda le proprie radici nelle storia della sartoria italiana e che verrà più dettagliatamente ricordato, sempre in questa occasione, dai risultati di una ricerca conclusa di recente in Emilia Romagna , promossa dall’Istituto per i Beni Artistici e Culturali in collaborazione con l’Università di Bologna, con la quale si è inteso ricostruire il lavoro delle botteghe e degli ateliers più in vista, attivi nella nostra regione tra Otto e Novecento. Un sommerso di materiali e di professionalità artigianali di alto profilo oggi fortunatamente in gran parte recuperato alla memoria e ricostruito nelle sua identità storica di processi creativi e produttivi. Gli abiti che uscivano da questi laboratori erano capi unici, confezionati su misura con materiali di pregio, su modelli esclusivi italiani e francesi, che venivano copiati o riadattati per soddisfare le vanità dell’apparire delle signore dell’aristocrazia e dell’alta borghesia più in vista.
Per contrasto, il prodotto di alta sartoria artigianale verrà poi messo a confronto, sempre dall’esperta del settore, con la produzione industriale del pronto moda.
Il confronto non riguarderà solo l’abito industriale del dopoguerra, semplificato nel taglio, non particolarmente accurato nei dettagli e confezionato in serie con tessuti poco costosi per un mercato di massa, ma soprattutto quello più elaborato, frutto di materiali, tecnologie e progettualità nuove, che a partire dagli anni ‘60 porterà la parte più lungimirante della produzione industriale ad affrancarsi dal prodotto di largo consumo per conquistare un target qualitativo sempre più alto e sofisticato, tale che il capo e la collezione sono immediatamente riconoscibili per lo stilista che li firma o per il marchio che li produce.
Sul fronte più strettamente industriale, la parola al convegno passerà invece agli interlocutori autorevoli della nostra imprenditoria regionale, che insieme agli osservatori culturali privilegiati delle università, concentreranno l’attenzione su due snodi critici sostanziali: su come sia avvenuto dal dopoguerra ad oggi il passaggio dell’industria italiana della moda dalla produzione in serie di largo consumo a quella più selettiva del marchio-boutique licenziato in serie limitata di capi e su come poi il raggiungimento di questi obiettivi abbia comportato nuovi investimenti e strategie aziendali diverse e la necessità in primis di dotarsi di banche dati visive, indispensabili per implementare la ricerca e la creatività industriale rendendola sempre più competitiva.
I materiali, raccolti in archivi organizzati, sono quanto mai diversificati: si va da disegni, bozzetti, modelli, campionari di abiti e di tessuti, accessori di ogni epoca e provenienza, a immagini, forme e colori provenienti da ogni settore delle arti visive, dall’arte all’architettura contemporanea, fino ad includere giornali, riviste, video e filmati sullo stile di vita della gente nella società di dei consumi, ampiamente divulgati dai mass-media.
Come e perchè conservare i materiali vintage, e per estensione quelli della moda contemporanea, é il secondo interrogativo che si intende affrontare in questa giornata. Si tratta di un argomento spinoso e complesso che a tutt’oggi trova impreparati gli stessi operatori del settore disponendo di pochi riferimenti anche a livello internazionale.
La ricerca in questo campo purtroppo è ferma ad un stadio ancora pioneristico ,specie per quanto riguarda il problema del recupero dei materiali artificiali e sintetici di vecchia e di nuova generazione, dai filati in nylon e in rayon, alle fibre poliammidiche, agli acetati, alla viscosa, inclusi tutte le infinite varietà di plastiche e di tessuti non tessuti a base di polimeri che hanno invaso il mercato della moda dal dopoguerra ad oggi, quasi sempre al di fuori di regole di sicurezza per la salute di chi li produce come di chi li indossa. Un aiuto concreto e immediato può venire forse da un confronto con l’arte contemporanea che dagli anni ottanta del secolo scorso ha risolto con successo alcuni aspetti del problema della sua conservazione.
Se la salvaguardia dei materiali vintage, e per naturale estensione di tutta moda contemporanea, richiede ancora l’individuazione di metodologie adeguate, non di meno la sua conservazione museale, benchè testimoniata oggi da esempi convincenti per quanto riguarda esposizioni temporanee, difetta ancora di una progettualità sua propria per l’esposizione permanente: preservare abiti nati per essere consumati e confezionati con materiali di cui non si conoscono le mutazioni fisiche e chimiche nel tempo è una scommessa ancora tutta aperta.


Per saperne di più sul programma


Salone Internazionale dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali
Ferrara 4 aprile 2008
Ore 14,30
Ferrara Fiere
Sala Castello, atrio 1°piano

 

La moda che vive due volte: il vintage. Come conservarlo?


Saluti di Ezio Raimondi
Presidente dell’Istituto Beni Artistici Culturali Naturali della Regione Emilia-Romagna

Introduce: Laura Carlini
Responsabile del Servizio Musei e Beni Culturali dell’Istituto Beni Artistici Culturali Naturali della Regione Emilia-Romagna

Coordina : Mario Lupano
Università degli Studi di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia,
corso di laurea specialistica in ”Sistemi e comunicazione della moda”

Interventi

Enrica Morini
Storica della moda contemporanea
La moda contemporanea e la memoria

Thessy Schoenholzer Nichols
Studiosa della conservazione di abiti e tessili antichi
Moira Brunori
Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Lettere e Filosofia, docente del “Laboratorio di tecniche avanzate di conservazione e restauro”, corso di laurea in “Cultura e Stlismo della moda”
Conservare e restaurare il vintage per le raccolte museali della moda
Elisa Tosi Brandi
Università degli Studi di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia, docente del corso di laurea in “Cultura e tecniche del costume della moda”
Artisti del quotidiano. Sarti e sartorie storiche in Emilia-Romagna

Mario Lupano
Università degli Studi di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia,
corso di laurea specialistica in ”Sistemi e comunicazione della moda”
File-style: gli archivi della moda

Federica Fornaciari
Biblioteca e Archivio MAX MARA
L’industria della moda: la produzione e gli archivi dei materiali

Angelo Caroli
Titolare di A.N.G.E.L.O
Perché collezionare il vintage

Dibattito




Comitato Scientifico:
Laura Carlini, Marta Cuoghi Costantini, Maria Giuseppina Muzzarelli, Iolanda Silvestri

Cura:
Marta Cuoghi Costantini, Iolanda Silvestri


Segreteria organizzativa:

Marta Cuoghi Costantini
tel. 051 217 440
059 238 603
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Beatrice Orsini
Tel. 051 217 448
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Iolanda Silvestri
Tel. 051 217 405
059 373 888
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Quartiere fieristico di Ferrara, via della Fiera 11 – 44100 Ferrara
Uscita autostradale Ferrara Sud A13

 
Concorso grafico 'Crea logo'

 

"Crea il nuovo logo della Mare e Monti", il concorso grafico organizzato dal Comune di Arenzano - Servizio Sport e Tempo libero.

 
"PROFESSIONE MODA" GIOVANI STILISTI

 

 

La 18a edizione del Concorso nazionale per giovani stilisti, Manifestazione promossa dal Comune di Riccione e
dalla CNA che si inserisce nel più ampio programma di Riccione Moda Italia – RMI – Ricerca Moda Innovazione 2008.

La fase finale si svolgerà a Riccione dal 14 al 20 luglio 2008.


Il concorso si compone di sei sezioni: abbigliamento, maglieria, accessori moda e calzature, pellicceria, intimo e mare, ricamo.


Per l'Istituto Modartech possono partecipare gli studenti del 2° anno del corso Stilista Designer di Moda.

Per maggiori informazioni +++


 

 
Corso per Stilista Designer di Moda

 

La proposta dell’Istituto Modartech rappresenta un’idea unica nel panorama delle scuole di moda nazionali.

 

Il concetto di base della didattica è fondato sulla partecipazione, all’interno del Comitato Tecnico Scientifico dell’Istituto, di imprenditori ed esperti aziendali che sono parte della rete Modartech.

 

Grazie a questa condivisione di programmi gli studenti hanno la possibilità di calarsi da subito nelle logiche più attuali di creazione delle collezioni moda, lavorando su progetti concreti che poi vengono mostrati in sfilata alle aziende stesse.

 

Il Corso per Stilista Designer di Moda è organizzato su un biennio, a numero chiuso con selezione in ingresso. Ogni studente riceve un PC portatile che è indispensabile per la ricerca tendenze, per la preparazione del book, per le tecnologie innovative al servizio del design (Lectra, Pantone).

 

Ogni allievo riceve, al momento dell’iscrizione, una password che da diritto all’accesso alle aree riservate del sito, per scaricare documeti e dispense, approfondimenti e per creare il proprio spazio libero nel quale mostrare il profilo e il portfolio lavori.

 

Formiamo giovani creativi e al passo con i tempi, per soddisfare la vasta rete di nostre aziende partner, sempre alla ricerca di professionalità di alto livello.

 

Per info sui programmi visita la sezione del corso »»»

 
Concorso per giovani stilisti

 
Gli allievi dei corsi di Stilismo e Design di Moda dell'Istituto Modartech invitati a partecipare con le proprie idee creative...

 
CREA
Dal 21 al 23 novembre un evento a Pontedera al Museo Piaggio
 
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