I sandali. Storia, Fetish e Fashion.

Oggi la moda impone la nudità del piede, complici sandali sempre più preziosi e ricercati. La seduzione, che parte dalla punta dei piedi, ha radici antichissime.

Oggi la moda impone la nudità del piede, complici sandali sempre più preziosi e ricercati. La seduzione, che parte dalla punta dei piedi, ha radici antichissime.

Dobbiamo tornare indietro diecimila anni per trovare i primi sandali, le prime forme di calzatura della civiltà, attraverso la testimonianza di incisioni rupestri del tardo paleolitico.

Tuttavia i primi esempi “tangibili” di sandali appartengono agli Egizi, che realizzavano calzature infradito molto simili alle attuali flip-flops, in paglia intrecciata o in pelle.

Anche nell’Antica Roma si usavano calzari molto simili agli attuali sandali, bianchi se riservati alla classe patrizia, anche i primi rudimentali stivali (usati soprattutto dai militari) avevano le punte scoperte.

Molte testimonianze delle calzature del Mondo Antico comunque riferiscono l’uso di calzature aperte, soprattutto da parte delle civiltà mediterranee, caratterizzate da clima più mite.

Le calzature nel corso della storia di evolvono e si arricchiscono, ma per trovarealtri esempi di sandali, anzi, di “sabot” dobbiamo spostarci a Venezia durante il Rinascimento, dove nacqua la moda delle “chopines”, sandali aperti sul tallone con altissime zeppe, riservate ai ceti nobili, che influenzarono la Moda in Europa per 200 anni.

In Giappone l’uso di particolari infradito, gli “zori” risale al 794 d.C., mentre le celebri “geta”, con l’alta suola in legno con i due tipici tasselli altissimi sono riservate alle cerimonie.

L’evidente potere deduttivo del piede scoperto non poteva non colpire le società puritane, tanto che la regina Vittoria d’Inghilterra, mettendoal bando ogni sospetto di pruderie, aveva sottoposto a criminalizzazione anche il nominare i piedi, che non potevano essere assolutamente esibiti in pubblico.

Qualche cronista dell’epoca giura anche che l’austera sovrana avesse imposto moralizzazioni del genere anche alla mobilia, che forse poteva suscitare lubriche fantasie.

Per questo si dice venissero pudicamente coperte le gambe di cassettoni e sofà per fugare peccaminosi pensieri. Le rivoluzionarie e languide flapper girl anni Venti scoprivano i piedi per apparire affascinanti e forse anche disponibili.

I manuali sull’arte del piacere infatti raccomandavano alle dame di giocare con la punta dell’alluce facendo dondolare le piccole pantofole da casa come messaggio di seduzione.

Oggi più che mai sui sandali c’è grande enfasi da parte del Fashion System, basti pensare ai prezzi delle calzature griffate, pari ai gioielli.

Ovviamente si fa leva sull’innegabile potere seduttivo del piede femminile e della inveterata passione delle donne per le calzature, soprattutto con tacchi alti.

Mai come nelle ultime stagioni l’attenzione delle ragazze è particolarmente rivolta alle estremità, a prezzo di mal di schiena perenne per sfoggiare deliziosi e iperfemminili gioielli ai piedi.

Superfluo poi citare il feticismo legato ai fallici tacchi alti e all’atmosfera sado-maso scatenata da fibbie e laccetti che decorano i piedi. Non sfuggono alla moda del piede nudo anche le ragazze new-freak, che in nome della comodità evitano il tacco a favore di ciabattine infradito chep, rasoterra, da ostentare con tanto di anelli vagamente indiani.

Avallano questa mania le dive che collezionano scarpe come francobolli, da Mariah Caray in poi, le fashion victims che sfoggiano sandali anche sottozero, le patite dei tacchi vertiginosi, il mitico armadio di Carrie Bradshaw, le shopper seriali che possiedono più sandali di quanti ne potranno indossare in una vita…