Modartech Fashion Show 2019: l’esperienza di uno studente del corso Fashion Design

Modartech Fashion Show 2019: l’esperienza di uno studente del corso Fashion Design

Cosa si prova a veder sfilare la propria collezione? Chi può raccontarlo meglio di uno studente che l’ha vissuto?

Riviviamo sogni, ricordi, attese e soddisfazioni del Fashion Show attraverso gli occhi di una studentessa del corso Triennale Post Diploma di Fashion Design: Cinzia Cerri.

Piacere, sono Cinzia.
Fin da piccola ho sempre avuto una passione sfrenata per la moda, un mondo che mi ha sempre affascinato ma che mi sembrava irraggiungibile.
Dopo un percorso di studi all’Istituto Tecnico commerciale cresceva in me la consapevolezza di voler intraprendere un percorso diverso.

Mi sono trovata di fronte alla fatidica domanda: cosa vuoi fare realmente nella vita? Qual è il tuo sogno?

La risposta? Creare collezioni moda.

Così non ci ho pensato due volte e mi sono lanciata a tutta velocità nel mondo della moda, appagando finalmente quel desiderio di conoscere ogni segreto che si cela nella figura del Fashion Designer.

E ora mi trovo catapultata qui a raccontare il mio percorso ricordando il momento in cui la mia collezione, frutto di un percorso fatto di passione, creatività e tanta voglia di fare, è sfilata in passerella.

La collezione “Imperfection is Perfection”

La mia proposta ha voluto scardinare completamente l’ideale di bellezza veicolato dalla società contemporanea nei social e nelle pubblicità, con capi e accessori che esaltassero volutamente i difetti fisici rendendoli protagonisti.

Il mio lavoro prende spunto da un’esperienza personale che ha segnato il mio periodo adolescenziale: l’imbarazzo e l’umiliazione di non essere accettata e di considerarmi “diversa” in una società fatta di stereototipi. Non è facile reagire e accettarsi, quando si è fragili e ci si sente una pedina nera in mezzo a tante pedine bianche. Da qui prende vita “Imperfection is Perfection”.

Ho aggiunto i valori che mi hanno trasmesso i miei docenti, quelli con cui io e i miei compagni siamo cresciuti all’Istituto Modartech: l’artigianalità, la sostenibilità e l’inclusione.

I miei capi sono trattati con una lavorazione artigianale, con materiali dal basso impatto ambientale e a km0, con tagli e lavorazioni che esaltano i difetti fisici di ogni persona.

La giornata del Fashion Show

Il Fashion Show è un momento adrenalinico e meraviglioso allo stesso tempo, dove ti senti protagonista in ogni istante.
Prove, scatti fotografici, sfilata, interviste concentrati in una giornata.

L’Istituto Modartech, il museo Piaggio e gli spazi intorno a me, vissuti nel corso dei tre anni di formazione, prendono una nuova vita e diventano uno sfondo unico per presentare la mia creatività.

Gli outfit, frutto di lavoro e impegno, sono perfetti e aspettano solo di sfilare.

Ricordo che era una mattina di giugno calda e luminosa, ero insieme ai miei compagni di corso e di avventure, quando ad un tratto arrivano i modelli per le prove degli abiti, ragazzi slanciati e sorridenti che a turno indossano le nostre creazioni.

Si passa poi al fitting in cui ogni studente, supportato dai docenti, valorizza ulteriormente le proposte per dar loro una resa perfetta in fase d’uscita sulla passerella.

Siamo velocemente giunti al momento del trucco e parrucco, dentro un’aula dell’Istituto Modartech trasformata per la giornata e ricca di profumi, lacca, lustrini e fragranze inebrianti, per poi passare allo shooting realizzato da una fotografa di moda professionista negli spazi industriali della Piaggio. Tutto ciò che ho sempre immaginato ora è sotto i miei occhi.

Ma nulla in confronto all’emozione della passerella.
Quando le luci si accendono, il pubblico rimane in silenzio, la musica parte e iniziano a sfilare i modelli con i tuoi abiti. Sapendo anche che seduti nelle prime file ci sono talent scout, aziende e giornalisti interessati a noi giovani stilisti.

Ed è proprio in quel momento, che sancisce la fine del tuo percorso accademico, che mi sono tornati in mente di colpo tutti i più bei momenti scanditi da tante tappe che mi hanno portato fin lì.

Le esperienze

Ricordo la prima sfilata a Pontedera e qualche mese dopo a Milano, quando al secondo anno di corso ho partecipato con i miei compagni alla realizzazione della collezione collettiva “Artisanal Technology”. Era la prima volta in cui ci siamo esercitati a unire artigianalità e tecnologia, giocando con materiali e tecniche diverse. Già allora, quando abbiamo visto le nostre creazioni calcare la passerella eravamo al settimo cielo.

Così come quando siamo stati premiati a Roma davanti ai protagonisti della moda, per aver vinto il primo premio del contest “Vesti il Parco Archeologico del Colosseo”. In quell’occasione ci siamo messi alla prova progettando le divise per l’intero staff del Parco Archeologico più visitato al mondo.

I docenti e le tutor ci hanno supportato sempre e non dimenticherò mai la loro espressione soddisfatta al momento della premiazione. Tanta fatica e impegno che ci hanno portato a confrontarci con le proposte delle principali università e accademie d’Italia.

La mia passione cresceva e diventavo sempre più consapevole della mia professionalità.

Ma non mi sono mai fermata e la mia curiosità mi ha sempre spinto oltre, anche nel dietro le quinte degli eventi di moda. Ho sempre lavorato in prima linea per dare supporto nell’allestimento di eventi di moda, come le sfilate milanesi o il Fashion Show di Pontedera. Un lavoro preziosissimo, in cui ho acquisito consapevolezza sulle tempistiche e sull’importanza assoluta della cura dei dettagli.

Iniziative ed incontri fioccavano durante l’anno accademico. Non scorderò mai lo stupore di scoprire gli atelier e i luoghi più nascosti legati alla moda, quando ho partecipato ad “Apritimoda”, chiamata a supportare gli atelier di brand sempre sognati: Aberta Ferretti, Ermenegildo Zegna, Giorgio Armani, Herno, Moncler, Prada, Trussardi e Versace.

Come non ripensare poi a tutte le persone che ho incontrato nel corso del mio percorso accademico e che mi hanno ispirata: dalle lezioni con i designer, i fotografi, gli stilisti, i creativi, i talent scout del mondo della moda come Simonetta Gianfelici (talent scout, creatrice Who’s on Next Altaroma),  Stefano Dominella (presidente della maison Gattinoni), agli incontri con le più famose aziende di moda come Balenciaga e Bulgari.

Alla soddisfazione immensa di vedere le mie creazioni sotto i riflettori si univa l’emozione del mio prossimo stage da Armani, l’azienda dove ho sempre voluto lavorare e dove dopo qualche giorno avrei iniziato a muovere i miei primi passi nel mondo del lavoro.

Come ho fatto ad arrivare ad Armani?

Durante il terzo anno accademico del corso di Fashion Design ho avuto tantissime occasioni di visibilità, che mi hanno portato ad essere conosciuta ed apprezzata.

Tra questi, il career day organizzato dall’Istituto Modartech o la press preview, dove ho potuto farmi conoscere da giornalisti, da responsabili del personale di grandi aziende e da cacciatori di talenti.

Poi la partecipazione ad eventi di settore sempre come protagonista: tra i concorsi a cui ho partecipato, sono stata selezionata come finalista dalla Camera Nazionale della Moda Italiana per l’evento Milano Moda Graduate, e ho avuto modo di arricchire la mia esperienza con alcuni workshop formativi, dove tra i vari professionisti c’era anche Anna Dello Russo (direttrice creativa Vogue Japan).

Per l’occasione ho realizzato un look completo, applicando come inserto agli abiti della collezione le zip della nota azienda giapponese YKK.

Ogni esperienza era nuova e sempre più stimolante, facendomi crescere sia come competenze che come persona. E il mio curriculum, al termine del corso era già ricco di progetti, presentazioni e incontri. Ed ero sempre una studentessa.

Infine, pochi giorni prima di partecipare al Fashion Show avevo avuto la grandissima notizia che avrei iniziato lo stage a completamento del corso di Fashion Design proprio da Armani, nell’ufficio prodotto e modelli della linea Giorgio Armani Donna Jersey.

Mi rendo conto che la studentessa timida e appassionata di moda che ero sta crescendo, e sto sviluppando piano piano la mia professionalità come Fashion Designer.

Sto realizzando tutto ciò che avevo sempre desiderato. E non posso che ringraziare l’Istituto Modartech per questo!

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