Storie di successo: intervista a Costante Torcini

Dal corso di Fashion Design all'esperienza come giornalista di moda durante la Milano Fashion Week.

Dal corso di fashion design all’esperienza come giornalista di moda durante la Milano Fashion Week.

Comunicare la moda è un compito da veri professionisti e presuppone una preparazione capillare nell’area fashion combinata a competenze legate alla comunicazione. Il Corso di Fashion Design, con rilascio del Diploma Accademico di Primo Livello – Laurea Triennale, permette di acquisire competenze tecniche e creative del fashion design con un’attenzione particolare per la comunicazione in ambito moda.
Sensibilità artistica, intuito per le nuove tendenze ed estro comunicativo fanno parte della personalità del nostro studente Costante Torcini, coinvolto nelle vesti di fashion reporter per la rivista Fashion News Magazine durante la Milano Fashion Week.
Oggi ci racconta i retroscena di una professione tra le più ricercate del fashion system.

 Mi chiamo Costante Torcini, ho 24 anni e vivo a Pontedera. Sono un avido lettore e da sempre affascinato dall’arte, dalla musica e dal cinema. Al momento sto svolgendo un’esperienza professionale nella redazione di Fashion News Magazine.

1. Come mai hai scelto l’Istituto Modartech e da dove nasce la tua passione per la moda?

Ho studiato al Liceo Classico e non mi aspettavo assolutamente di intraprendere un percorso del genere.
Un giorno ho osservato mia sorella Emilia imbastire un abitino in crêpe rosa e sono stato letteralmente  ipnotizzato dai movimenti dell’ago e dalla bellezza della stoffa.
Mia mamma, abituata a cucire sin da piccola, mi ha proposto di frequentare un corso di sartoria: ha sempre detto che un mestiere del genere doni una grande indipendenza e che non passi mai di moda. All’inizio ero scettico: ma appena ho provato a cucire, è stato amore a prima vista. 

Mi sono reso conto che avevo bisogno di imparare in maniera più approfondita come sviluppare una collezione: dal fare la ricerca alla scelta dei colori e dei materiali al comprendere appieno il mondo dell’industria moda, per questo ho scelto di intraprendere il mio percorso di studi all’Istituto Modartech.
Adesso mi considero indipendente, posso mettere a punto un’intera collezione senza problemi e ho capito che creatività e manualità sono un binomio inestimabile.

2. La tua collezione finale “The Fisher King” ha come pilastri analisi, ricerca e uno studio approfondito sulla storia del costume. Parlaci delle tue ispirazioni e alla tua visione di moda.

Credo che non si possa essere stilisti senza avere un bagaglio culturale ampio.
L’arte è linfa vitale per creare nuovi linguaggi.
L’ispirazione per i miei capi è nata
dalla ricerca del Graal come grande allegoria dei nostri tempi: il Coronavirus ci ha obbligato a ritrovare una dimensione più autentica, più umana, più lenta, in un grande pellegrinaggio mentale.

Il Duecento è il stato il mio modello ideale per riscoprire questa nuova sensibilità. In questo periodo è nato l’artigianato italiano e la figura del sarto che doveva vestire capricciosi aristocratici, si importavano le sete asiatiche e le lane inglesi nei Comuni toscani, si utilizzavano nuovi colori e si realizzavano ricami in seta su arazzi di velluto. A suo modo, è una lettera d’amore al Made in Italy.

La mia collezione è un Medioevo immaginario, personale e metafisico.
Le forme, i ricami e i motivi Pre-Raffaelliti stampati sono stati rielaborati a mio gusto: ho creato una gonna da uomo sartoriale, matura e definitiva, ispirandomi alla guarnacca medioevale.
È stato un pretesto per proporre un nuovo stile nella moda, un linguaggio che unisse semplicità, eleganza e praticità in un connubio che ho chiamato soft minimalism

3. Cosa si prova a scrivere in un Fashion Magazine, in occasione di un evento così importante come la Milano Fashion Week?

L’esperienza nella redazione di Fashion News Magazine mi ha aiutato ad osservare con occhio più lucido e critico un evento come la Settimana della Moda. Mi sono occupato di analizzare le tendenze in passerella per proporle al grande pubblico. È una sensazione molto stimolante, perché mi sono sentito immerso all’interno del settore come membro attivo capace di influenzare i gusti delle masse.

4. Com’è stata l’esperienza in Fashion News Magazine? Ti piace scrivere per il settore moda?

Aver frequentato il Liceo Classico mi ha portato ad avere un approccio più disinvolto con la scrittura. Posso scrivere velocemente su qualsiasi cosa. 

Nel caso di eventi particolari, come la Fashion Week, ho dovuto analizzare le passerelle, studiare le principali tendenze ed elaborarle. Un compito impegnativo in cui la sfida è essere il più rapido possibile per cavalcare l’interesse dell’argomento.

Ho anche la possibilità di scrivere su un argomento a piacere, a patto naturalmente che ottenga l’approvazione da parte della redazione.
Mi sto trovando molto bene a lavorare in team e nell’ambito della redazione sto acquisendo ulteriori approfondimenti sulle tecniche di scrittura e di impaginazione scoprendo aspetti legati al mondo editoriale.

Modartech Graduate collection 2019 al Fashion Show Futur Is

5. Qual’è il tuo sogno nel cassetto, dopo l’esperienza all’Istituto Modartech?

Mentre sto svolgendo lo stage e preparando la tesi, mi sto formando come sarto presso un maestro in bottega. L’obiettivo più grande è creare un mio marchio, fra i cui valori primeggiano l’artigianato e sensibilità artistica per un’eleganza raffinata e metropolitana. In questo caso mi piacerebbe molto cucire da solo i miei modelli secondo le antiche tradizioni, avere il completo controllo sul lavoro, modellare la stoffa e studiare la silhouette come Cristobal Balenciaga, uno dei miei miti.


Per maggiori informazioni sul corso triennale di Fashion Design con rilascio di Diploma Accademico di Primo Livello – Laurea Triennale, invia una mail a orientamento@modartech.com o contattaci direttamente al numero 0587 58458.