Rosemary
Lourdes
Palella
Buffer
Partendo dalle dinamiche del sovraffollamento urbano, la collezione indaga il concetto di spazio personale trasformandolo in architettura tessile. Volumi pneumatici attivi, strutture modellate attraverso la tecnica Otoshiana e materiali tecnici recuperati definiscono una silhouette che agisce come barriera fisica e psicologica. Hardware custom, componenti stampati in 3D e cuciture termosaldate introducono una dimensione tecnologica che dialoga con la costruzione sartoriale. L’abito si trasforma così in organismo autonomo e protettivo, capace di ridefinire il rapporto tra individuo e ambiente metropolitano attraverso un’estetica funzionale e sperimentale.
