Simone
Privitelli
Skin Diary
L’idea della pelle come memoria vivente, testimone delle esperienze che plasmano l’identità nel tempo, è al centro di questo progetto. Il latex diventa simbolo dell’“ultimo strato”, quello che sigilla e riflette chi si è oggi. Il tatto, primo senso sviluppato nel grembo materno, guida questo percorso sensoriale e intimo, in cui la memoria della pelle si manifesta non solo visivamente, ma anche attraverso il contatto e il legame con il mondo. I materiali utilizzati sono completamente naturali, con il latex autoprodotto, mentre gli accessori sono realizzati in 3D. La collezione esplora il rapporto tra corpo e abito come estensione dell’anima.
