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Le aree funzionali
Se si esamina la disaggregazione degli addetti al 31 dicembre 1996 per area funzionale si può notare che oltre il 75% degli occupati sono addetti alle attività di produzione. Se si guarda al flusso degli assunti nel corso degli ultimi due anni tale quota sale al 88,1%, che indica una maggiore coerenza tra struttura attuale e flussi rispetto a quella riscontrata in Toscana Tabella 110. Addetti e assunti delle imprese lombarde del campione lavoro per area funzionale (%)
Tabella 111. Addetti per area funzionale. Imprese capofila e imprese subfornitrici lombarde del campione lavoro a confronto (%) La non modificazione è in accordo con l’interpretazione proposta che vede le imprese lombarde avvalersi in misura minore del ricorso alla subfornitura di fase. La decisione di assumere Analogamente a quanto si è visto per la Toscana le assunzioni effettuate nel sistema moda della Lombardia sono razionalizzate dalle imprese bilanciando perfettamente le ragioni strategiche e le ragioni di sostituzione. Anche le risposte re relative alle assunzioni previste tratteggiano lo stesso quadro con una leggera accentuazione (+10 punti percentuali) per le ragioni strategiche. In effetti le assunzioni effettuate nel corso degli ultimi due anni sembrano dovute soprattutto a dinamiche di sostituzione.
Sembra però che malgrado il prevalere di ragioni strategiche l’orizzonte previsionale delle imprese sia ancora più limitato di quello toscano. Tabella 113. La programmazione delle assunzioni effettuate dalle imprese lombarde del campione lavoro
Il reclutamento Il mercato del lavoro sul quale operano le imprese è appena più ampio di quello toscano, con una minore accentuazione della dimensione strettamente locale. Tabella 114. Provenienza addetti nelle imprese toscane del campione lavoro (%) Le modalità di selezione del personale utilizzate dalle imprese per il reclutamento sono in prevalenza la selezione diretta e la segnalazione indicate rispettivamente dal 53,6% e dal 46,4% delle imprese. Quasi invariabilmente la decisione di assumere è presa dal titolare dell’impresa - seppure in modo meno accentuato rispetto alla Toscana -, oppure da un organo collegiale quale il consiglio di direzione. Tabella 115. Chi ha deciso e chi deciderà le assunzioni nelle imprese lombarde del campione lavoro
Il fabbisogno professionale Indici di presenza e previsione di assunzione La ripartizione degli addetti per figura professionale rispecchia la struttura per area funzionale vista nei capitoli precedenti ed è pressoché identica a quella Toscana. La gran parte degli addetti svolge professioni legate alla produzione. Considerando la classificazione per grandi gruppi di professioni riportata nella tabella 117 si nota la netta prevalenza degli artigiani, operai e conduttori di impianti che rappresentano il 77,9% degli addetti; le professioni esecutive relative agli uffici l’11,1%; le professioni tecniche il 7,0%. La quota delle professionalità più elevate - per le quali è richiesta la laurea sul totale degli addetti è appena il 3,8% Tabella 116. Addetti per mestiere nelle imprese lombarde del campione lavoro (%)
Figura 13. Addetti per mestiere nelle imprese lombarde del campione lavoro (%) La differenziazione rispetto alla Toscana si può cogliere solo in riferimento a gradi maggiori di disaggregazione. L’indice di presenza vede al primo posto le figure professionali raggruppate nella classe disaggregazione. L’indice di presenza vede al primo posto le figure professionali raggruppate nella classe 6.5.4, un risultato identico a quello Toscano. Si deve però notare che al secondo posto con una valore dell’indice appena inferiore si trova la classe 7.2.6, che anche in Toscana era al secondo posto, ma con un valore dell’indice dimezzato. Al terzo posto la classe 4.1.2 cui seguono tutte le altre classi con valori inferiori a 0,05. Da questi dati sembra di poter ipotizzare una struttura produttiva centrata come quella Toscana su figure professionali legate direttamente alla produzione, ma qualificate in senso meno artigianale. * in questa tabella e nelle seguenti i codici di gruppo istat sono sostituiti dalla seguente codificazione: "a" sta per "1760-1770-1810-1820-1920-1930"; "b" sta per "1760-1770-1810-1820"; "c" sta per "1920-1930"; "d" sta per "1930" Per quanto riguarda le previsioni di assunzioni la loro esiguità consiglia estrema prudenza nella valutazione dei dati che tuttavia sembrano confermare l’importanza delle figure 7.2.6 ricordata in precedenza. Tabella 118. Indice di previsione nelle imprese lombarde del campione lavoro (ISTAT 3 cifre)
Indici di difficoltà di reperimento e crucialità Il tasso di risposte è stato globalmente del 51,2%, ma molto differenziato tra le imprese più grandi (87,5%) e quelle più piccole (28,0%). Ciò può essere letto in due prospettive diverse: in quello dell’incapacità delle imprese più piccole di razionalizzare i loro comportamenti sul mercato del lavoro e quindi rappresentarsi tale mercato; oppure nel fatto che queste davvero non hanno difficoltà a reperire personale. Il risultato generale che emerge dall’analisi dei dati relativi alle figure professionali difficili da reperire è la minore concentrazione delle risposte rispetto alla Toscana e la polarizzazione su figure di produzione poco qualificate (7.2) Tabella 119. Difficoltà reperimento figure professionali nelle imprese lombarde del campione lavoro (ISTAT 2 cifre) L’indice di difficoltà di reperimento dà indicazioni meno univoche e meno forti rispetto a quelle viste per le imprese toscane, come mostrano i minori valori assoluti degli indici. Anche in Lombardia le maggiori difficoltà sono legate al reperimento di personale operaio anche se, di nuovo, le indicazioni riguardano principalmente il personale addetto ai macchinari per il confezionamento (7.2.6); e solo in secondo luogo gli artigiani del cuoio e della pelle. Tabella 120. Indice di difficoltà nel reperimento delle figure professionali nelle imprese lombarde del campione lavoro (ISTAT 3 cifre) Tabella 121. Indice di difficoltà nel reperimento disaggregato per figure elementari (ISTAT 3 cifre) Fonte: elaborazioni Ciriec. In maniera meno netta che in Toscana anche in Lombardia la classe di figure cruciale per le imprese del sistema moda è la 6.5.4; seguono quindi figure tecniche di ingegneria e vendita ad indicare una una rappresentazione del ruolo dell’impresa meno schiacciata sulle fasi produttive di quanto emergeva nel caso toscano. 15 imprese indicano come cruciale almeno una figura elementare di quella classe; una impresa ne indica 2; un’altra tre. Resta poco da dire sulle attività formative svolte dalle imprese lombarde dato che soltanto una impresa ha dichiarato di avere svolto corsi di formazione e che solo due ne attiveranno in futuro. Tabella 122. Indice di crucialità per le imprese lombarde del campione lavoro (ISTAT 3 cifre) Fonte: elaborazioni Ciriec. Il sistema moda della Ile de France Come si è già detto in riferimento al sistema moda della Lombardia, l’analisi del sistema moda della Ile de France è complementare e strumentale rispetto a quella svolta in Toscana. Si è però ritenuto di fare cosa utile fornendo al lettore alcuni elementi strutturali aggiuntivi a quelli descritti per la Lombardia. Questa è la ragione per cui l’analisi della competitività del caso parigino è stata condotta con strumenti di indagine in parte differenziati. Le informazioni riportate sono state desunte oltreché da fonti ufficiali disponibili, da interviste effettuate ad un panel di testimoni privilegiati cui è stato chiesto di illustrare punti di forza e di debolezza dell’industria nazionale della moda, con particolare riferimento all’area di Parigi. Il caso francese presenta innumerevoli diversità rispetto a quello toscano ed anche su questo il suo esame offre la possibilità di valutare non solo le potenzialità competitive del sistema moda toscano nei confronti dei concorrenti francesi, ma anche l’opportunità di riflettere su sentieri di sviluppo su cui una parte rilevante dell'industria europea sembra essersi avviata. I poli di specializzazione e le caratteristiche strutturali del sistema Tutti i comparti del sistema moda da noi presi in considerazione si concentrano in modo consistente nell’area di Parigi o comunque nell’Ile de France. In Francia, tuttavia, esistono vari altri poli produttivi soprattutto nelle regioni: Rhone Alpes, Pays de la Loire, Nord Pas de Calais (tabella 124). Tabella 124. Addetti al settore dell’abbigliamento (valori in migliaia) Fonte: Grau (1996) |

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